FAQ2021-01-31T12:37:19+01:00
DIFFERENZA TRA MASCHERINE FFP2 e MASCHERINE CHIRURGICHE2020-10-17T11:39:47+02:00

Le FFP2 sono delle mascherine rientranti nella categoria dei DPI ovvero dispositivi di protezione individuale cosiddetti “facciali filtranti” poiché hanno come prerogativa oltre a quella del filtraggio respiratorio sia in inspirazione che in espirazione anche il fatto di “isolare completamente” le vie respiratorie dal mondo esterno, proteggendo così individualmente il soggetto che le indossa rispetto al “fuori” (sono piuttosto costrittive poiché per funzionare hanno bisogno di aderire fortemente al volto isolando la zona facciale naso/bocca).

Di altra categoria invece sono le “mascherine chirurgiche” che rientrano altresì nella classificazione dei dispositivi di protezione collettiva (poiché hanno efficacia e senso solo se la collettività le indossa indipendentemente dal singolo), che possono essere o meno protocollate come dispositivo medico (simbolo della croce di colore rosso). Questa seconda categoria di mascherine opera in azione di filtraggio nella sola fase di espirazione trattenendo e filtrando il respiro in uscita ( e quindi anche i famosi droplet) per una percentuale minima del 95% per essere ritenute efficaci. A differenza delle prime, le seconde non hanno bisogno di aderire ed isolare completamente la zona facciale del naso e del volto, pertanto risultano meno costrittive e più confortevoli. Ripeto le prime sono efficaci perché filtrano ed isolano le seconde sono efficaci solo perché costituiscono barriera dei droplet in esterno. Dunque non sono equiparabili le une alle altre poiché appartengono a classi differenti di protezione.

Per una protezione collettiva si opta verso l’uso diffuso della mascherina chirurgica proprio perché il DPI FFP2 risulta molto invalidante e genera insofferenza importante se trattenuto a lungo sul volto. Anche le seconde non sono da meno, anche se un po’ meno coercitive, ma qui entra in gioco la qualità del materiale impegnato nella costruzione della mascherina che, oltre al coefficiente di filtrazione (min 95%) dovrebbero avere (solo nelle mascherine di qualità) un buon coefficiente di traspirabilità, elemento essenziale non solo per il comfort ma anche per poter abbattere considerevolmente la carica batterica che si viene instaurando nel piccolo ambiente tra la mascherina ed il volto ed anche all’interno delle stesse fibre di polipropilene della mascherina stessa.

Le mascherine scadenti (quelle cinesi per intendersi) contengono oltre al polipropilene anche fibre di minerale artificiale o fibre di vetro (quindi fortemente irritanti) che non donano alla mascherina doti di trasportabilità, dunque mascherina scadente uguale a dispositivo molto poco traspirabile e quindi causa insofferenza dove viceversa le mascherine di qualità contenendo materiali organici cellulosici risultano molto traspirabili (a parità di coefficiente di filtrazione ) e quindi comfortevoli e ben i indossabili a lungo oltre che ipoallergeniche e anatossiche. Generalmente il marchio con croce rossa indica che quella mascherina è un dispositivo medico e che quindi possiede buone capacità di filtrazione di traspirazione e di abbattimento della carica batterica ed ecco perché sono da preferirai alle cinesi di scarsa fattura magari certificate falsamente e per la sola filtrazione e non per tutto il resto.

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